Relatori
Edi Adreetti, Agenzia Interregionale per il fiume Po
Jean-Paul Bravard, Université Lumière Lyon 2 et Institut Universitaire de France Zone Atelier Bassin du Rhône
Franco Farinelli, Università di Bologna
Laura Federzoni, Università di Bologna
Marco La Veglia, Agenzia Interregionale per il fiume Po
Lucia Masotti, Università di Bologna
Luigi Natale, Università degli Studi di Pavia
Interventi
E. Adreetti: «Il progetto di valorizzazione del fondo cartografico dell'archivio storico di Boretto: storia, obiettivi ed aspetti interdisciplinari»
J.-P. Bravard: «La cartographie historique dans la recherche sur les paysages fluviaux et dans la gestion des eaux. Exemples pris en Europe occidentale.»
J.-P. Bravard, Cl. Combe, T. Joliveau: «Des cartes anciennes au service de la gestion du risque d'inondation dans la vallée du Rhône»
G. Collilieux, J.-P. Bravard, E. Doutriaux, O. Motchalova: «L'utilisation de cartes historiques dans la gestion des "marges" fluviales du Rhône»
M. La Veglia: «Dalla ricerca al territorio: il sistema golenale di Stagno Lombardo – Pieve d’Olmi – San Daniele»
L. Natale: «Analisi degli scenari di inondazione della golena di Sommo con Porto»
G. Zanichelli: «Dalla cartografia storica alla fotogrammetria: le rappresentazioni a grande scala per la ricostruzione dell'evoluzione morfologica del Po, tra forza della natura ed opera dell'uomo.»
Esposizione
Il Po scorre come un confine tra le province di Parma e Piacenza e di
Cremona, un tempo vero limite politico tra due Stati distinti.
Apportando e sottraendo terra all'uno ed all'altro dominio, il fiume rimetteva costantemente in discussione gli accordi tra i governanti che, col supporto di agrimensori, geometri ed ingegneri, secolo dopo secolo hanno dibattuto sulla pertinenza di ogni singolo terreno.
A questi tecnici si deve l'immagine del paesaggio tra Sette ed Ottocento, quale ci arriva dai più antichi catasti. Sempre dalla loro perizia giungono ad oggi innumerevoli immagini della progettazione e realizzazione delle loro opere: argini, pennelli, porti e strade.
Le carte topografiche presentate in questa esposizione raccontano il paesaggio dal punto di vista di quanti, con la loro perizia, hanno contribuito alla sua formazione, adattando l'ambiente alle necessità degli uomini.
Attraversare il Paesaggio dei Tecnici significa compiere un viaggio attraverso il tempo e le conoscenze sviluppate per vivere a fianco del fiume, con la sua forza e mutevolezza.
Un viaggio molteplice, poiché le opere variano da luogo a luogo e condizionano il paesaggio in ragione della cultura delle popolazioni che vi abitano.
Così uno sguardo ad un altro grande fiume, il Rodano, ed al lavoro dei tecnici francesi negli ultimi secoli propone immagini di paesaggi fluviali diversamente modellati dalla cultura dei popoli che vi hanno abitato e vi abitano.
Lungi dall'avere esaurito il loro compito, tutte queste carte rappresentano ancora una fonte di informazioni preziosa per la conoscenza dei mutamenti del fiume e quindi per l'attuale governo delle acque. Nuovi strumenti digitali permettono la lettura dei loro dati nei percorsi interpretativi e decisionali di quanti oggi ereditano l'arduo compito di armonizzare i benefici ed i rischi del vivere accanto al Fiume.
Stendardo
Apportando e sottraendo terra all'uno ed all'altro dominio, il fiume rimetteva costantemente in discussione gli accordi tra i governanti che, col supporto di agrimensori, geometri ed ingegneri, secolo dopo secolo hanno dibattuto sulla pertinenza di ogni singolo terreno.
A questi tecnici si deve l'immagine del paesaggio tra Sette ed Ottocento, quale ci arriva dai più antichi catasti. Sempre dalla loro perizia giungono ad oggi innumerevoli immagini della progettazione e realizzazione delle loro opere: argini, pennelli, porti e strade.
Le carte topografiche presentate in questa esposizione raccontano il paesaggio dal punto di vista di quanti, con la loro perizia, hanno contribuito alla sua formazione, adattando l'ambiente alle necessità degli uomini.
Attraversare il Paesaggio dei Tecnici significa compiere un viaggio attraverso il tempo e le conoscenze sviluppate per vivere a fianco del fiume, con la sua forza e mutevolezza.
Un viaggio molteplice, poiché le opere variano da luogo a luogo e condizionano il paesaggio in ragione della cultura delle popolazioni che vi abitano.
Così uno sguardo ad un altro grande fiume, il Rodano, ed al lavoro dei tecnici francesi negli ultimi secoli propone immagini di paesaggi fluviali diversamente modellati dalla cultura dei popoli che vi hanno abitato e vi abitano.
Lungi dall'avere esaurito il loro compito, tutte queste carte rappresentano ancora una fonte di informazioni preziosa per la conoscenza dei mutamenti del fiume e quindi per l'attuale governo delle acque. Nuovi strumenti digitali permettono la lettura dei loro dati nei percorsi interpretativi e decisionali di quanti oggi ereditano l'arduo compito di armonizzare i benefici ed i rischi del vivere accanto al Fiume.
Stendardo
